In my bag

Si, lo so, non è la macchina fotografica a fare il fotografo, e so anche che per fare buone fotografie ci vuole testa, occhio, cuore…e blablabla!!!
E’ un mantra che si sente spesso ripetere da chi poi non acquisterebbe mai una fotocamera entry level, non affronterebbe un’esperienza unica con una compatta (anche se evoluta), e non avrebbe il coraggio di realizzare un progetto fotografico esclusivamente in analogico.

Io invece sarò onesto: ci sono molte situazioni in cui avere una fotocamera piuttosto che un’altra può fare la differenza tra scattare una buona fotografia o non riuscire a farne nemmeno una orribile!!!

Sin dagli inizi ho fotografato esclusivamente per documentare scene di vita quotidiana o, come credo tutti, per lasciare traccia di un momento importante della mia vita.
Con l’avvento del digitale – mondo in cui sono entrato solo nel 2009 pur mantenendo vivo il metodo analogico di essere parco nel pigiare il pulsante di scatto – ho sperimentato varie tipologie di fotografia: dal paesaggio al ritratto in studio, dallo still life alla fotografia di scena, e per farlo ho sempre scelto il meglio dell’attrezzatura disponibile sul mercato.
Si è trattato di una brevissima parentesi in cui mi sono convinto che nella vita non si può fare tutto e farlo bene quindi sono tornato a concentrarmi quasi esclusivamente sulla fotografia documentaria e reportagistica, un genere che richiede un’attrezzatura semplice, veloce e leggera, tradotto in una sola parola: Leica

Tra passato e presente

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La YASHIKA FR1 con il classico Pentax 50mm f1,7 era la fotocamera di mio padre e l’ho ereditata dopo la sua morte, mentre la NIKON FE2 con il Nikkor 28mm f2,8 è stata la mia prima vera fotocamera con la quale ho cominciato a fare fotografia seriamente.
Entrambe fanno parte ancora oggi del mio corredo e le uso regolarmente per brevi progetti con pellicole in bianco e nero Ilford e Kodak di cui ho una gran scorta.

Tra la storia e lo stile

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La LEICA M6, la regina delle fotocamere analogiche, è entrata recentemente a far parte del mio corredo e, al pari delle altre due “vecchiette”, la uso per piccoli progetti estemporanei abbinata a un obbiettivo Leica Summarit asph 35mm f2.4.
Fotografare in analogico mi procura un piacere indescrivibile ed è una pratica che consiglierei a tutti i neofiti.
L’incazzatura nel mettere correttamente il rullino, il totale controllo dell’esposizione, l’ansia dell’attesa dei risultati sono tutti elementi che aiutano tantissimo anche a fotografare meglio con una più moderna e tecnologica fotocamera digitale.

La Fedeltà

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La LEICA D-LUX type 109 è una superlativa fotocamera compatta con sensore da 4/3 e un’ottica zoom luminosissima  (24-75 equivalente tra f1,7 e f2,8).
Di dimensioni ridotte e il look retrò in perfetto stile Leica, è la mia fedelissima compagna di tutti giorni grazie alla quale sono riuscito a fare fotografie che mai avrei potuto fare quando possedevo pesanti reflex che, proprio per questo, non mi portavo mai dietro.

Grazie all’ottima velocità dell’autofocus anche in condizioni critiche di luce, alla buona resa ad alti ISO (non ho mai superato i 1600 ISO e, grazie all’ampia apertura focale, ho sempre ottenuto il risultato che volevo), la D-Lux è la compagna ideale di qualsiasi fotografo e per qualsiasi genere fotografico.

Generalmente fa parte del mio corredo di viaggio, da usare la sera, quando dopo una lunga giornata impiegata a fotografare tutto il fotografabile con le sorelle maggiori sono a passeggio con mia moglie…si sà, le migliori fotografie non sono quasi mai quelle che ti vai cercare ma quelle che ti vengono a prendere quando meno te lo aspetti!!!

La Qualità

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La LEICA Q type 116 è stata la fotocamera che ha segnato il mio ingresso nel mondo Leica.
Il sensore full frame di questa meravigliosa fotocamera CSC  (Compact System Camera con obbiettivo non intercambiabile), con ottica fissa Leica Summilux 28mm f1,7 sono stati i motivi fondamentali per cui ho abbandonato la pur ottima Fujifilm X100T.
La grande qualità del sensore cmos da 26.3 pixel e l’eccellente mirino elettronico di cui è dotata fanno sì che si potrebbe scattare direttamente in formato .jpg ottenendo risultati eccellenti.

Un autofocus estremamente veloce e preciso abbinato a una eccellente tenuta ad alti ISO (fino a 6400 praticamente senza rumore digitale) ne fanno lo strumento ideale per la street photography.
E’ la mia fotocamera prediletta per i reportages in contesti caotici in cui la rapidità di inquadrare e scattare avendo la certezza del risultato potrebbero fare la differenza.

Lo Stile

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La LEICA M type262 è l’ultima arrivata nel mio corredo e rappresenta, a mio modesto parere, la pure photography.

A me piace definirla una fotocamera analogica digitale.

Compatta e al contempo robusta, con un menù semplice e ridotto al minimo, un corpo senza fronzoli in perfetto stile Leica, permette di fotografare in stile analogico (monitor disattivato, ISO impostati, scelta di tempo e diaframma, messa a fuoco con iperfocale e via) ma con l’opportunità, se proprio non si riesce a resistere alla curiosità, di poter visionare il risultato dopo lo scatto.

L’abbinamento ideale è con l’ Elmarit 35mm f2,4 (che uso anche su M6), ma la uso spesso con il Voigtlander Super Wide Heliar 15mm f4,5 tipo III VM.

 

 

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