Ma quanto vale una fotografia???

Se la fotografia debba considerarsi un’arte è un argomento da tempo dibattuto nonostante a livello accademico sia da sempre come tale riconosciuta e annoverata tra le dieci arti.

Traccani scrive “…l’arte è la capacità di agire e di produrre basata su un particolare complesso di regole e di esperienze conoscitive e tecniche, e quindi anche l’insieme delle regole e dei procedimenti per svolgere un’attività umana in vista di determinati risultati…”, la fotografia quindi non può che essere tale.

I pittori di fine ottocento/primi del novecento aborrivano difronte all’affermazione dei “fotografi pittorialisti” poiché, secondo loro, l’immagine fotografica non era frutto dell’ingegno e della cultura visiva dell’uomo bensì il mero risultato di un procedimento meccanico e chimico: basta fare un click e la foto è fatta mentre per dipingere un quadro occorre tempo, fantasia e le capacità di ottenere i colori giusti mescolando vari pigmenti.

Tutto vero, al fotografo basta una leggera pressione del dito indice su un pulsante e in una frazione di secondo o poco più tutto ciò che è davanti all’obbiettivo diventa una immagine.

Quello che però sfuggiva ai pittori, e che sfugge anche a molte persone che sproloquiano di fotografia senza cognizione di causa, è tutto quello che avviene prima, durante e dopo quel click.

In realtà una fotografia nasce da una serie di esperienze umane e culturali sulle quali il fotografo fonda la propria visione della realtà e ne fornisce una personale interpretazione attraverso lo strumento fotografico.

Non si tratta quindi solo di un banale gesto meccanico, ma di una complessa e articolata attività di ricerca e di una sapiente gestione di quello che è l’elemento fondamentale della fotografia, la luce (fotografia= scrivere con la luce).

Senza nulla togliere alla pittura e ai pittori, ma un quadro lo si può dipingere anche standosene chiusi in una stanza comodamente seduti su uno sgabello di fronte a una tela su cui dare sfogo della propria creatività senza che il risultato abbia una necessaria attinenza con la realtà.

Si può dipingere un bel paesaggio delle colline toscane basandosi esclusivamente sull’esperienza visiva senza che esso esista davvero, o magari dipingerne uno reale aggiungendo o togliendo elementi che non fanno parte della realtà.

Di contro, una fotografia come questa in evidenza non te la puoi inventare, ma te la devi andare a cercare, e se hai la fortuna di trovarla, la devi saper realizzare, e non basta un click.

Avevo voglia di fotografare un bel tramonto autunnale sul mare (vivo in collina e il mare mi manca sempre) quindi ho cominciato a fare una ricerca online sulle località marine della Toscana, ho visto migliaia di fotografie di questi luoghi e dopo averne individuato uno ho dovuto aspettare che le previsioni meteo fossero favorevoli per sperare di trovare le giuste condizioni di luce.

Ho approntato l’attrezzatura fotografica e mi son fatto un viaggetto di 320 km a/r, e tutto questo senza avere alcuna certezza del risultato.

Giunto sul posto con alcune ore di anticipo l’ho esplorato fino a quando non ho trovato il punto di ripresa più idoneo e ho affondato il treppiede nella sabbia della battigia con la fotocamera a pelo dell’acqua salmastra, ed io con lei.

Sull’obbiettivo (un costosissimo Nikkor 14-24mm) ho installato un kit di filtri GND (graduated neutral density) per compensare la differenza di luce tra il primo piano (il mare) e lo sfondo (il tramonto) e far si che il risultato fosse quanto più possibile attinente alla realtà con l’aggiunta di un po’ di dinamismo dovuto all’uso di un tempo lungo di esposizione per dare all’acqua un senso di movimento.

Ho realizzato tre scatti in bracketing per catturare i dettagli sia nelle ombre che nelle alte luci e poi li ho fusi nell’unica fotografia qui pubblicata.

Messa così può sembrare facile, e forse lo è, ma senza la conoscenza dello strumento e le capacità tecniche di usarlo per il proprio scopo vi garantisco che non basterà avere la più costosa e performante fotocamera in commercio per ottenere anche solo una brutta copia di questa fotografia.

Posto quindi che un fotografo è indubbiamente un autore e che, di conseguenza, la sua fotografia è un’ opera (d’arte), ovvero il risultato del suo ingegno, delle sue conoscenze e delle sue competenze, veniamo all’interrogativo che fa da titolo a questa mia riflessione: ma quanto vale una fotografia???

La mia conclusione è che l’unico valore che può avere una fotografia è quello che gli attribuisce l’autore!!!

Troppo spesso ho visto gente scandalizzarsi per il costo di un libro fotografico o di una stampa, oppure esclamare di fronte al preventivo di un fotografo di matrimonio “ma come??? tutti questi soldi per fare due fotografie???”.

foto-con-prezzo

prezzo-foto

Avete visto la fotografia sopra???
Avete visto pure il prezzo???
E’ poco???
E’ troppo???
E’ il suo valore secondo chi si è dato sicuramente da fare per realizzarla, e se è esposta al Museo della Fotografia di Amsterdam nella sala a fianco a quella dove sono esposte le opere fotografiche di William Eggleston forse un bischero non è!!!

In base a cosa dovrei stabilire il costo della mia fotografia (il tramonto sul golfo di Baratti)???
In base al tempo che ci ho messo per fare quei tre cick???
Potrei, al massimo aggiungere, il costo di stampa???
O dovrei tener conto, tanto per fare due calcoli, di quanto ho speso solo per il viaggio e trascorrere una giornata fuori da casa (multa per eccesso di velocità compresa!!!)???
Ma forse dovrei anche tenere conto che sono stato praticamente in ammollo vestito nell’acqua fredda del mare di fine ottobre (avevo gli stivaloni, ma mi son bagnato lo stesso perchè ero in ginocchio)???
E’ dovrei altresì tenere conto che ho usato – e messo a rischio – un’attrezzatura fotografica per un valore di circa 6.000 euro (Nikon D3s, Nikkor 14-24 e kit filtri Lee)???
E lasciamo perdere le spese che ho sostenuto in tutti questi anni per corsi di fotografia, workshop,  software di sviluppo e post-produzione e decine di libri sui cui ho speso ore e ore di studio e appronfondimento!!!

Ergo, cara bella e brava gente, se siete convinti che ci si addormenta la sera per svegliarsi la mattina e ritrovarsi fotografi, pittori, scultori, ingegneri, architetti, attori, cantanti o ballerini…beh…allora buona notte e sogni d’oro!!!

 

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