Fotografia, tra realtà…e invenzione

Lo scandalo del falso fotogiornalistico del giovane fotografo indiano Souvid Datta portato alla luce dall’ articolo pubblicato sul sito PETAPIXEL  mi ha fatto riflettettere su una domanda che mi viene posta spesso e a cui, al momento, non riesco mai a rispondere in maniera compiuta: ma le tue fotografie sono ritoccate in Photoshop???

Ordunque, la risposta è molto semplice: SI!!!

Ma, si badi, “ritoccare” va inteso non come “modificare” ma più semplicemente come “sviluppare” la fotografia, e la differenza è sostanziale!!!

Modificare una immagine, togliendo un elemento di disturbo o aggiungendo qualcosa che non era presente all’atto dello scatto, vuol dire alterare la realtà, e questo mal si concilia con la FOTOGRAFIA, quella scritta in maiuscolo.

Per usare un concetto del mio maestro e mentore Ferdinando Scianna, “la fotografia è memoria e racconto. E’ la traccia di un istante indefinibile”.

Sarebbe improprio anche definirla come una immagine della realtà perchè essa è comunque una immagine di una porzione di realtà vista però dalla prospettiva del fotografo il quale può scegliere cosa inserire e cosa no all’interno del rettangolo del frame e condizionarne quindi la lettura, l’interpretazione.

Lo sviluppo invece è quell’insieme di operazioni tecniche per “portare alla luce” la fotografia.

Nell’era del rullino queste operazioni venivano eseguite presso un laboratorio, all’interno di una camera oscura ove abili stampatori, ricorrendo all’uso di chimici, ingranditori e lastre provvedevano a correggere l’esposizione e a creare quegli effetti funzionali al progetto del fotografo (mascherature, solarizzazioni, doppie esposizioni ecc. ecc.)

Oggi, che viviamo nell’era del digitale, in cui l’immagine appare già pronta e visibile sul monitor subito dopo lo scatto, queste operazioni vengono eseguite a casa propria, attraverso software di post-produzione che, di fatto, riproducono le stesse operazioni di sviluppo del “negativo digitale” in versione computerizzata.

Naturalmente, volendo, con questi software si può fare di tutto, ma sta all’etica del fotografo limitarsi ad usarli “alla vecchia maniera”.

Il sottoscritto è uno di questi.

Sono un fotografo di strada, fotografo solo quello che mi interessa cercando di dare un senso a ciò che vedo rispettando la sintassi del linguaggio fotografico (tecnica, forme, contenuti) senza trascurare le emozioni.
Se ciò che piace a me trova riscontro anche in altri ne sono ovviamente felice, ma non sono in cerca di consenso ne di occasioni di bussines, non sono un mestierante.

Non partecipo a letture portfolio (anche se ne riconosco l’utilità) ne a concorsi fotografici perchè non potrei immaginare di fotografare per compiacere una giuria o impressionare un lettore di portfolio.

Bella o brutta, buona o insignificante che sia, la mia fotografia è genuina, spontanea, sudata, cercata, pensata, ispirata…la mia fotografia sono io!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: