La freschezza e l’umiltà di un giovane fotografo: Alessandro Cinque

Ieri sera sono stato a una serata presso il Polo Didattico Donatello di Firenze ove un gruppo di appassionati fotografi fiorentini, il Florence Photo Friends, ha organizzato una serata dedicata al fotografo Alessandro Cinque.

Ventotto anni, fotografo da circa venti, umbro di nascita e fiorentino d’adozione, ho conosciuto virtualmente Alessandro Cinque durante la fase di preparazione del mio viaggio a Cuba del gennaio scorso.
Spulciavo tra i meandri della rete nel tentativo di scoprire immagini particolari di Cuba e mi sono imbattuto occasionalmente nel suo profilo facebook ove aveva pubblicato alcune recentissime foto realizzate all’Avana.
Ho approfondito la conoscenza della sua opera sia tramite le pubblicazioni sui social che sul suo sito web fino a quando non mi è capitata l’occasione di poterlo conoscere personalmente ieri sera.

Alessandro ha evidenziato sin da subito tutta la freschezza e l’inesperienza  (nella sua eccezzione più benevola) della sua giovane età.
Si vedeva che non era abituato a essere protagonista di una serata e questo, a mio avviso, probabilmente è stato l’elemento fondamentale per la sua riuscita.

La sua opera è pregevole, ma lo è ancor di più  la sua grande umiltà, la grinta e la voglia di mettersi in gioco dimostrata con la pubblicazione – a sue spese – di un libro che egli medesimo ha definito  come un “catalogo”.

In verità INCIPIT (questo il titolo del libro, acquistabile tramite il suo sito al costo di 30 euro) è indubbiamente un buon libro di fotografia in cui l’autore ha racchiuso tre storie molto interessanti e assai ben narrate sia dal punto di vista testuale che fotografico.

Non si tratta di storie nuove o eccezionali ma, come dichiara lo stesso autore, cos’è che oggi ancora non sia stato raccontato???
Nel primo capitolo di uno dei libri più celebri dell’Antico Testamento, l’Ecclesiaste, è scritto:

“Non si sazia l’occhio di guardare ne mai l’orecchio di udire. Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà, non c’è niente di nuovo sotto il sole”.

C’è certamente un modo diverso di vedere – e quindi raccontare – le cose, e in questo libro Alessandro ci è riuscito in maniera egregia.

Presso il Leica Store Firenze c’è ancora la possibilità di vedere la mostra di alcune delle fotografie di INCIPIT, ma se avrete l’occasione di poter participare a una sua serata allora sarebbe poco intelligente farsela scappare.

Ad Alessandro rivolgo il miglior augurio che si possa fare a un fotografo: buona luce, sempre!!!

Ad maiora

(la fotografia di apertura è tratta dal reportage “Ninos de Cuba” di @Alessandro Cinque)

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